{"id":841,"date":"2016-03-03T16:23:18","date_gmt":"2016-03-03T15:23:18","guid":{"rendered":"http:\/\/docenti-deps.unisi.it\/stefanobartolini\/?page_id=841"},"modified":"2018-11-22T12:14:01","modified_gmt":"2018-11-22T11:14:01","slug":"interessi-di-ricerca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/docenti-deps.unisi.it\/stefanobartolini\/interessi-di-ricerca\/","title":{"rendered":"Interessi di ricerca"},"content":{"rendered":"<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify\">Economia della felicit\u00e0, della crescita, dello sviluppo, del capitale sociale, dei beni relazionali, dell\u2019ambiente, del lavoro, delle istituzioni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"color: #ff0000\"> <strong class=\"subHeader\">Le domande che motivano le mie ricerche<\/strong> <\/span><\/p>\n<p class=\"style9\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Noi occidentali viviamo in paesi ricchi. Questo ci ha permesso di risolvere molti problemi e di raggiungere una serie di risultati importantissimi: il miglioramento degli standards educativi, igienici e sanitari, il progresso tecnologico, il crollo della mortalit\u00e0 infantile, l\u2019aumento della speranza di vita, dell\u2019accesso ai beni di consumo, la liberazione dalla povert\u00e0 di massa, ecc..<br \/>\nNonostante questo, molte cose non migliorano affatto o stanno peggiorando. Innanzitutto un malessere diffuso sembra pervadere le nostre societ\u00e0. Nonostante tutti gli importanti risultati di cui sopra, la gente non sembra sentirsi meglio. Ci sono molti segni di insoddisfazione diffusa, disagio psicologico, malessere.<br \/>\nInoltre sembra esserci una tendenza all\u2019aumento della \u201cpovert\u00e0 relazionale\u201d, cio\u00e8 una tendenza al deterioramento delle relazioni tra gli individui, all\u2019aumento della solitudine, delle difficolt\u00e0 comunicative, della paura, del senso di isolamento, della diffidenza, della instabilit\u00e0 delle famiglie, delle fratture generazionali, dell\u2019impegno civico, della partecipazione alle reti sociali, una diminuzione della solidariet\u00e0 e della onest\u00e0.<br \/>\nPer giunta il nostro ambiente naturale \u00e8 seriamente minacciato. Mentre il nostro presente \u00e8 popolato di crisi ecologiche globali e locali, il futuro annuncia tempeste devastanti.<br \/>\nIn sostanza siamo di fronte a tre crisi della sostenibilit\u00e0. La strada che abbiamo intrapreso sembra cio\u00e8 insostenibile sotto almeno tre profili: quello del benessere, quello relazionale, e quello ambientale.<br \/>\nC\u2019\u00e8 inoltre una quarta crisi in corso, quella del tempo. La promessa della prosperit\u00e0 economica di liberarci dalla fatica del lavoro sembra in gran parte essere stata tradita. Il lavoro continua ad assorbire gran parte delle energie vitali delle persone e l\u2019esperienza lavorativa degli occidentali viene spesso descritta da parole come stress, pressione, fatica, fretta, ecc..<br \/>\nLa mia ricerca gira da sempre intorno ad alcune domande. Perch\u00e8 molti di noi sembrano essere cos\u00ec insoddisfatti nonostante si viva in societ\u00e0 con molti tratti desiderabili? E perch\u00e8 le nostre relazioni sociali ed interpersonali sembrano conoscere crescenti difficolt\u00e0? Societ\u00e0 economicamente prospere sono destinate ineluttabilmente a minacciare gli ecosistemi locali e quello planetario? E perch\u00e8 lavoriamo cos\u00ec tanto e cos\u00ec intensamente in societ\u00e0 ormai ricche? Non potremmo permetterci di ridurre il peso che il lavoro esercita sulle nostre vite? In che modo le crisi del benessere, delle relazioni, dell\u2019ambiente naturale e del tempo sono connesse? Qual \u00e8 il ruolo del sistema economico nel promuoverle? E soprattutto: <strong>esiste un&#8217;altra strada?<\/strong> E\u2019 possibile coniugare la prosperit\u00e0 economica con una societ\u00e0 pi\u00f9 umana, pi\u00f9 felice, meno frettolosa, meno pericolosa per l\u2019ambiente naturale? E se un&#8217;altra strada esiste, in che misura essa \u00e8 percorribile dai paesi poveri? Cio\u00e8 in che modo tali paesi possono progredire economicamente senza generare le crisi di cui sopra? Questi sono le domande intorno alle quali si \u00e8 sviluppata quasi tutta la mia attivit\u00e0 scientifica, seguendo due binari: la ricerca teorica e quella empirica.<br \/>\nNegli ultimi anni queste domande sono diventate di grande attualit\u00e0. Intorno ad esse si \u00e8 sviluppato un vasto dibattito ed una intensa attivit\u00e0 che ha coinvolto tutte le scienze sociali. Credo che questa mole di contributi cominci a delineare chiaramente delle risposte. Esse ci dicono che <strong>un&#8217;altra strada esiste<\/strong>. Ho pensato quindi che fosse arrivato il momento di raccogliere queste risposte, mie e di altri, in un libro e che questo dovesse avere un taglio divulgativo, data la grande importanza politica che queste risposte hanno. Esse infatti possono condurre ad una radicale riforma delle agende politiche.<br \/>\nQuesto libro si chiama \u201cManifesto per la felicit\u00e0: come passare dalla societ\u00e0 del ben-avere a quella del ben-essere\u201d ed \u00e8 uscito nel 2010 con Donzelli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Economia della felicit\u00e0, della crescita, dello sviluppo, del capitale sociale, dei beni relazionali, dell\u2019ambiente, del lavoro, delle istituzioni Le domande che motivano le mie ricerche Noi occidentali viviamo in paesi ricchi. 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